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Saranno gli interventi pesanti, di natura soprattutto condominiale, a consentire l’accesso al superbonus enegetico del 110% che sarà inserito nel decreto di maggio: interventi di di isolamento termico sull’involucro dell’edificio, sostituzione delle caldaie a gasolio con impianti a pompe di calore o con caldaie a condensazione ed interventi di prevenzione antisismica.

A questi interventi potranno essere aggiunti – beneficiando anche loro dello sgravio al 110% – altri interventi come quelli di installazione dei pannelli fotovoltaici e degli accumulatori collegati, di rifacimento delle facciate, di realizzazione di colonnine per la ricarica delle auto elettriche.

Ma non è solo il superbonus la novità che entra nel decreto maggio. Quella più importante che promette di accelerare notevolmente l’intervento è la possibilità data alle famiglie di incassare subito il credito di imposta maturato evitando di pagare l’anticipo per i lavori svolti. E’ infatti ammessa sempre la cessione del credito di imposta ad “altri soggetti, compresi istituti di credito e altri intermediari finanziari”, banche o anche alle imprese e ai fornitori che realizzeranno i lavori con una formula che prevede “un contributo di pari ammontare, sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto, anticipato dal fornitore che ha effettuato gli interventi e da quest’ultimo recuperato sotto forma di credito di imposta, con facoltà di successiva cessione del credito”. Anche in questo caso, quindi, l’impresa potrà applicare lo sconto sulla fattura e poi cedere il credito di imposta ad una banca.

Questo meccanismo varrà anche per tutti gli altri crediti di imposta al 50 e al 65 per cento per interventi di ristrutturazione semplici e per interventi di risparmio energetico minori, come il cambio degli infissi. Resta la possibilità per le famiglie di incassare il credito di imposta nei cinque anni successivi all’intervento presentandolo in dichiarazione di redditi o in compensazione.

Fonte: Il Sole 24 ore del 07 maggio 2020